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Nadia Toffa venne maledetta dalla Brigliadori. Ma cos’è il Metodo Hamer?

Toffa e Brigliadori
Le Iene, 2 ottobre 2016

Tutti ricordano il servizio delle Iene del 2 ottobre 2016, quando un’inferocita Eleonora Brigliadori alzò le mani e augurò la morte alla giornalista Nadia Toffa, scomparsa pochi giorni fa e ricordata con affetto da molti italiani, ma pochi sanno dire cosa sia il Metodo Hamer, il contestato protocollo “pseudomedico” di cui la nota soubrette degli anni ’80, ora sessantenne, è diventata grande promotrice e divulgatrice dopo, a quanto dice, la sua prodigiosa guarigione da un tumore, senza chemio.

Ma cos’è questo Metodo Hamer? Tutto cominciò nel 1978 quando morì Dirk Hamer, figlio del medico poi “scopritore” del Metodo, sparato a quanto pare dal Principe Vittorio Emanuele di Savoia in un oscuro fatto di cronaca dell’epoca. Il padre si ammalò di lì a poco di cancro, così come sua moglie, e quindi associò queste malattie al “conflitto” emotivo vissuto in quei mesi (il figlio morì dopo lunga agonia) e nel quale si erano trovati coinvolti, a suo dire, il corpo e la psiche. Per la guarigione quindi, secondo i suoi “studi”, egli come malato doveva cercare di ristabilire l’equilibrio tra le “forze” interne così compromesse dal conflitto e il tutto senza farmaci. A sentir lui, guarì. Chiamò tale sua terapia alternativa, la Nuova Medicina Germanica, intrisa anche di teorie antisemite e sulla selezione naturale delle razze umane, l’eugenetica.

La teoria si basa su cinque affermazioni principali, che Hamer definisce “leggi della biologia”: ogni malattia è causata da un conflitto che coglie l’individuo alla sprovvista; se c’è una risoluzione del conflitto, ogni malattia procede in due fasi, una con conflitto attivo e una di guarigione; esiste una correlazione tra psiche, cervello e organo malato dal punto di vista … continua a leggere (dal sito airc.it).

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